Come scegliere il giardiniere

Il ruolo del progettista del verde

Come per la casa, non è possibile realizzare un bel giardino senza un progetto alla base.
Un giardino è ben riuscito quando è vissuto.

Questo accade soltanto se il giardino rispecchia i nostri gusti e cambia in parte il nostro stile di vita, spingendoci a trascorrere più tempo all’aperto.
Il garden designer concepisce il giardino sulla base delle esigenze e dei gusti della committenza.
In questa maniera il giardino nasce dall’interazione fra progettista e proprietario.

Il progetto del giardino permette di capire quale aspetto avrà il nostro spazio verde prima di procedere alla sua realizzazione.
Lo spazio esterno alla nostra casa diventa così uno spazio che ci appartiene perché è frutto del nostro lavoro creativo.
Il progetto del giardino illustra la suddivisione delle aree e l’aspetto dei vari ambienti.
Le piante proposte vengono mostrate con le loro dimensioni, il portamento, le fioriture, il colore e la stagionalità.
Si pensa a come illuminare il giardino e a come facilitare la sua gestione nel tempo.
Per eseguire tutti i compiti necessari alla progettazione di giardini, il progettista del verde possiede una formazione specifica in ambiti diversi.

E’ necessario avere conoscenze di progettazione architettonica per definire il disegno e la struttura del giardino.
Bisogna conoscere le piante e le loro caratteristiche, attraverso nozioni di botanica e di agronomia.
E’ richiesta la capacità di progettare gli impianti idraulici ed elettrici a servizio del giardino.
Il progettista di giardini è presente in cantiere e coordina il lavoro di tutte le maestranze coinvolte nella creazione di giardini.
Il ruolo del giardiniere nella realizzazione

Una volta finalizzato il progetto del giardino con i preventivi di spesa, si selezionano le professionalità necessarie alla realizzazione.
Il progettista del verde sceglie insieme ai proprietari le imprese a cui assegnare i lavori.

Imprese edili intervengono per prime e si occupano della modellazione del terreno e delle parti costruite.
Idraulici ed elettricisti predispongono gli impianti necessari all’irrigazione e all’illuminazione del giardino.
Il garden designer sceglie in vivaio le piante che sono state incluse nel progetto.
Soltanto a questo punto intervengono i giardinieri.

Il giardiniere si occupa della piantagione degli elementi vegetali sulla base del piano di piantagione fornito dal progettista del verde.
I giardinieri effettuano le lavorazioni superficiali del terreno e la semina del tappeto erboso.
Spesso completano l’impianto di irrigazione del prato ed effettuano la posa dell’ala gocciolante per l’annaffiatura delle piante.

Quindi il ruolo del giardiniere è concentrato nelle fasi finali dei lavori di realizzazione del giardino.
Ovviamente il giardino include sempre la presenza di piante, ma non è detto che la piantagione sia la parte preponderante nella sua creazione.
Questo non avviene nel caso di giardini che richiedono la modellazione del terreno o la costruzione di terrazzamenti, o dove ci siano una piscina e ampie aree pavimentate.

Il lavoro del giardiniere è rilevante in tutti i casi in cui il giardino assume un aspetto molto naturale e in cui non sia necessario modificarne l’orografia.
In tutti gli altri casi i lavori principali sono svolti dalle maestranze che intervengono prima del giardiniere.

Il ruolo del giardiniere nella gestione del giardino

Il ruolo del giardiniere è essenziale soprattutto dopo la realizzazione del giardino.
Piante ed alberi sono esseri viventi che crescono ed evolvono nel corso del tempo.
E’ importante prendersi cura del giardino soprattutto nelle prime stagioni dopo la sua creazione.
E’ luogo comune pensare che il giardino necessiti di lavoro continuo e che sia sempre costoso.
Se le piante sono scelte in maniera corretta, soprattutto per le dimensioni che raggiungono a maturità, non saranno necessari interventi di potatura annuali.
La potatura fa male alle piante, le stressa e ne accorcia il ciclo di vita.
Le piante non hanno bisogno di essere potate per il proprio benessere.
La potatura è praticamente superflua nel giardino e ne deturpa irrimediabilmente l’aspetto se è fatta in maniera drastica come nel caso della capitozzatura.

Bisogna invece concentrarsi sul creare un terreno fertile ed un ecosistema resiliente per le nostre piante.
La fertilità si ottiene evitando lavorazioni distruttive del terreno e limitando l’uso di concimi chimici.
Bisogna invece apportare sostanza organica e garantire la presenza dei batteri, funghi e microorganismi benefici che rendono vivo il terreno.

Il giardiniere deve gestire le piante in modo rispettoso e assicurando il loro attecchimento.
La forma naturale di alberi ed arbusti deve essere rispettata, operando unicamente aggiustamenti mirati e misurati.
L’obiettivo è di assicurare che il giardino assuma l’aspetto voluto nel corso di due o tre anni dall’impianto.

Le competenze del giardiniere

In Italia non esiste un percorso di studi definito per la professione di giardiniere.
Esistono scuole molto valide, come ad esempio la Scuola Agraria del Parco di Monza, che organizzano corsi mirati alla formazione dei professionisti che operano nel settore del verde ornamentale.

Purtroppo però, pochi giardinieri hanno una formazione accademica che li abbia preparati a svolgere questa professione.
In molti casi si pensa che basti dotarsi di un paio di cesoie per poter diventare giardinieri.
Non è così.
Nonostante il giardiniere sia un lavoro pratico, l’esperienza da sola non basta per poterlo svolgere in maniera corretta.
L’esperienza trasmessa da giardinieri esperti ai più giovani risulta un insegnamento meccanico se non è supportato da un’adeguata preparazione teorica.

Spesso i giardinieri di lungo corso commettono errori di cui non sono consapevoli, e che trasmettono ai meno esperti.
Ciò è dovuto in massima parte al fatto che in passato diventava giardiniere chi era prima agricoltore.
Pratiche mutuate dall’agricoltura sono quindi passate all’ambito del giardinaggio, con cui hanno poco a che vedere.
Per questo capita di assistere a potature scorrette delle piante ornamentali, a cui sono applicate metodologie tipiche della frutticoltura.

Il giardiniere competente deve possedere le nozioni di base di agronomia e botanica.
Bisogna conoscere la fisiologia delle piante, i loro metodi di difesa, i periodi dell’anno in cui sono più o meno vulnerabili, per evitare di danneggiarle eseguendo operazioni sbagliate nel momento sbagliato.

Il giardiniere preparato deve quindi focalizzarsi sulle corrette pratiche agronomiche e sulla buona gestione degli elementi vegetali.
Questo è possibile soltanto se egli affianca una buona preparazione teorica all’esperienza maturata sul campo.
Per evitare di commettere errori, è buona norma informarsi sul percorso formativo seguito dal giardiniere a cui ci stiamo rivolgendo, e scegliere di conseguenza.