Gli elementi fondamentali del giardino

È luogo comune pensare al giardino come ad un ambiente costituito essenzialmente da elementi vegetali, siano essi alberi, arbusti, piante erbacee o tappeto erboso.
Ciò deriva da un’immagine del giardino sedimentata nel nostro immaginario e che si è andata formando in massima parte nel corso dell’800, quando i modelli del giardino paesaggista, comunemente noto come giardino all’inglese, si sono imposti nel nostro paese e hanno improntato i giardini storici e i grandi parchi pubblici di quel periodo.

L’attenzione alle piante da giardino come elemento chiave nella sistemazione delle aree verdi ha trovato ulteriore spinta col collezionismo botanico, che sempre nel corso del XIX secolo si è affermato prepotentemente in tutta Europa.

Ancora oggi la ricerca di piante insolite e la curiosità per le ultime invenzioni botaniche immesse sul mercato riscuotono grande interesse presso un vasto pubblico di appassionati amanti del giardinaggio.

Le fiere e gli eventi legati al florovivaismo sono sempre più numerosi e frequentati, come ad esempio la ‘Mostra Orticola, evento organizzato da Orticola di Lombardia di cui è curatore Filippo Pizzoni, che si tiene ogni anno presso i Giardini Pubblici ‘Indro Montanelli’ a Milano, la fiera ‘Murabilia a Lucca, o eventi fieristici professionali che attirano però un pubblico sempre più numeroso di non addetti ai lavori, come il My Plant & Garden di Milano o il Flormart di Padova.

Quindi il retaggio storico recente alle nostre spalle, la proposta da parte della stampa di settore di modelli di giardino prettamente naturalistico e la sempre maggiore offerta di eventi legati alle piante da giardino, fanno sì che sulle piante si concentri pressoché totalmente l’attenzione del pubblico.

Le piante nel giardino

È chiaro che le piante hanno un ruolo determinante nel giardino.
A meno di spingersi verso visioni estreme in cui prevale l’astrattismo, di cui l’esempio più noto è il giardino zen giapponese nella sua versione kare-sansui, le piante sono l’essenza del giardino così come gli arredi sono un elemento imprescindibile nella casa.

L’arredamento e gli oggetti che completano un’abitazione hanno la funzione cruciale di dare un’anima ad un’opera architettonica, umanizzando l’idea progettuale che, senza alcun elemento legato alla vita concreta, resterebbe asettica e inanimata.
Un edificio diviene casa solo in virtù del fatto che è abitato dalle persone.
E il segno tangibile dell’abitare è dato dagli oggetti che testimoniano la vita quotidiana che si svolge all’interno delle mura domestiche.
Gli elementi di arredo sono poi espressione di un intrinseco valore estetico, sono elementi di design portatori in se stessi dell’idea di ambiente domestico che si vuol creare.

Allo stesso modo, le piante fanno del giardino un mondo vivo e mutevole, in evoluzione nel corso della giornata e dell’alternarsi delle stagioni, testimone dello scorrere del tempo e dei cicli naturali di morte e rinascita.

Le piante sono i primi attori dell’interazione fra giardino, ambiente e uomo.
Col loro crescere e mutare nel corso dell’anno, rendono il giardino sempre diverso e in relazione con l’ambiente che le circonda.
Col loro essere elemento vivo, creano il presupposto per un dialogo profondo fra uomo e natura, per un rapporto fatto di comprensione e di cura, di emozione e di sorpresa.
Infine, le piante sono in se stesse belle, suscitano ammirazione e costituiscono un elemento di interesse a prescindere da qualunque altra valutazione sull’impianto del giardino stesso.

È molto importante saper scegliere le piante da giardino: è uno dei compiti principali del progettista del verde, che in questa sua funzione si avvale del supporto dei vivaisti a cui si rivolge.

Le piante vanno scelte ovviamente sulla base delle loro caratteristiche botaniche e dell’adattabilità al luogo in cui saranno poste a dimora.
Il vecchio adagio di ‘scegliere la pianta giusta per il posto giusto’ è banale quanto rilevante: si resterebbe sorpresi nel constatare quanto spesso i problemi incontrati nella gestione del giardino derivino proprio dall’aver scelto la pianta sbagliata per il luogo o per l’uso che ad essa richiediamo.

Ma oltre a valutare se la pianta sia o meno adatta al clima e microclima del luogo, all’esposizione, al tipo di terreno e alla quantità di acqua disponibile, bisogna sempre considerare il ruolo della pianta nel progetto del giardino.

Le piante infatti vanno scelte proprio in funzione del tipo di ambiente a cui si vuol dare vita ed al tipo di emozione che si vuole trasmettere.
Caratteristiche come il periodo e la tipologia di fioritura, ma soprattutto le dimensioni a maturità ed il portamento, sono aspetti fondamentali in base ai quali va scelto il tipo di pianta da inserire in una certa posizione del giardino.
Questi attributi sono i più rilevanti per rendere alberi ed arbusti un mezzo espressivo utilizzato da garden designer per realizzare l’idea di giardino concepita.

Le piante sono cioè sia un ‘elemento di costruzione’ dell’opera giardino, sia ciò che lo rende un luogo vivo ed emozionante.

Tipologie di giardino

Il grande fascino esercitato dal modello di giardino naturalista è forse da ricercare proprio in questo senso di armonia e libertà di cui le piante sono il mezzo espressivo privilegiato.

Allo stesso modo è la fissità insita nel giardino formale per come è giunto a noi, ovvero senza i fiori e gli elementi più effimeri che lo popolavano, a renderlo meno attraente, ‘ammirevole ma poco emozionante’ per l’osservatore moderno come affermava Russel Page.

Sicuramente un limite del giardino classico è costituito dal fatto che non comprendiamo più il pensiero che sottendeva al suo impianto formale, sia esso il pensiero neo-platonico del giardino rinascimentale italiano o l’immagine della razionalità cartesiana dominante sulla natura, espresso dal giardino francese.

Senza la comprensione dei simboli e delle allegorie di cui il giardino si faceva tramite, messaggi che parlavano in maniera chiara e diretta ai contemporanei ma che restano distanti da noi, la sua struttura e i suoi elementi ci appaiono inevitabilmente artificiosi, se non ripetitivi e monotoni.

La riproposizione di modelli formali sempre uguali a se stessi e la scarsa relazione col contesto in cui si situa il giardino e con il genius loci, contribuiscono a rendere poco attraente il giardino formale rispetto a quello naturalista.
La stretta relazione del giardino col proprio contesto e l’impiego di una natura più libera sono elementi già presenti nel giardino romano oltre che in quello orientale, ma sono stati reintrodotti in età moderna proprio dal giardino paesaggista che ancora li incarna.
Ma non è questo l’elemento determinante del distacco che suscita in noi lo spettacolo di un parterre di bosso rispetto all’attrazione di un mixed border tipico del cottage garden.

La mancanza di emozione che può esserci trasmessa dal giardino formale è in massima parte dovuta proprio all’incompletezza dell’aspetto dei giardini classici giunti fino a noi, ovvero della mancanza delle piante fiorite che contribuivano a dare a questi giardini il senso di meraviglia e di stupore di cui certamente non erano privi.

Sarebbe un errore pensare che il modello classico non abbia niente da dirci.
La lezione che dobbiamo trarre da esso è quella del rapporto organico fra architettura del paesaggio e architettura di edifici, espressioni della stessa arte ma declinati nell’uso di materiali diversi.

Si tratta della lezione ripresa da alcuni dei grandi maestri del paesaggio del XX secolo come Dan Kiley o Fernando Caruncho, e teorizzata all’inizio del ‘900 dallo Jugendstil col concetto di opera totale.

Il giardino è sintesi di arte, natura e modo di vita.
Arte in quanto espressione della creatività umana.
Natura perché inevitabilmente legato all’ambiente in cui si situa ed espresso attraverso l’impiego di mezzi naturali.

Modo di vita in quanto la sua struttura è in rapporto alla fruizione che ne viene fatta, e la sua ragion d’essere consiste nell’essere vissuto dalle persone perché, riprendendo la lezione di Thomas Church, ‘Gardens are for people’.

Lo spazio del giardino è pensato come allargamento dello spazio abitativo e la natura, le piante, sono un mezzo di espressione delle idee architettoniche.

Il verde viene così trattato come un materiale da impiegare architettonicamente nella definizione del volume dei giardini, sempre però in sintonia con una concezione paesaggistica se non naturalistica delle piante. Si deve rifiutare con forza qualunque tipo di intervento coercitivo nei confronti degli elementi vegetali, che vanno lasciati liberi di esprimersi all’interno dello spazio da noi ordinato.

Il giardino è quindi uno spazio costruito dall’uomo e per l’uomo, di cui le piante sono elemento di ‘costruzione’ irrinunciabile e allo stesso tempo strumento privilegiato di comunicazione ed empatia fra uomo e giardino.

Gli elementi del giardino

Proprio in quanto spazio costruito e non naturale, il giardino è costituito da diversi elementi oltre alle piante e alle distese inerbite.

Fra gli elementi più importanti c’è sicuramente l’acqua.
Fin dalle origini la presenza dell’acqua ha caratterizzato l’idea stessa di giardino.
Il modello del ‘paradiso’ persiano, col suo schema quadripartito e i canali d’acqua che si dipartono dal punto centrale del giardino a simboleggiare i quattro fiumi che dall’Eden si dipartono per dar vita all’intero cosmo, influenzerà il giardino romano e quello arabo e, attraverso questi modelli, tutto il giardino classico dal ‘500 in poi, fino ad approdare agli enormi specchi d’acqua di Versailles.

Per non parlare poi di come l’acqua, a cui veniva data una forte valenza simbolica, sia l’elemento costitutivo stesso del giardino cinese e del giardino giapponese insieme alle rocce.

Il giardino paesaggista è stato fortemente influenzato dal modello orientale e dall’uso informale dell’acqua che qui si faceva.
La presenza dell’acqua ha trovato quindi nel giardino naturalista una interpretazione più libera sotto forma di fiume, ruscello o cascata.

L’acqua può quindi essere declinata in molte forme diverse, anche nel giardino moderno.

Una particolare importanza nella definizione estetica del nostro spazio verde lo hanno le fontane da giardino.
Le fontane permettono di inserire nel giardino l’elemento acqua in maniera dinamica, acqua in movimento che ci incanta con il suo scorrere, con i riflessi a cui dà vita e col suono del suo scrosciare. Anche in spazi ridotti dove non si può disporre di un canale o di un ruscello, la fontana permette di ottenere effetti simili in uno spazio molto più concentrato e senza dispendio di acqua.

Il risparmio di acqua è un fattore imprescindibile nella progettazione di giardini contemporanea e le fontane, riutilizzando sempre la stessa acqua, permettono di introdurla nel giardino contemporaneo riducendo al minimo gli sprechi.

Non si deve pensare alla fontana classica, ridondante e dal gusto barocco o neoclassico.
La fontana è scultura animata dall’elemento liquido.
Se intesa in questa maniera, di foggia moderna e costruita con i più vari materiali, essa può divenire un elemento di grande valore nel giardino, capace di creare attorno a sé interi ambienti e di segnare indelebilmente l’atmosfera del luogo.

Un secondo elemento di fondamentale importanza è la pietra, e tutto quanto nel giardino vi è di costruito.

Insieme alla freschezza degli elementi vegetali e alla incorporeità dell’acqua, la pietra costituisce il terzo elemento di una triade in costante dialogo.  Il rapporto e le proporzioni fra la superficie vegetale, quella riflettente dell’acqua e quella materica della pietra sono alla base della creazione di ogni giardino da millenni.

L’elemento costruito nel giardino non necessita per forza di ricorrere ad opere cementate o ad estese impermeabilizzazioni dell’ambiente naturale.
Una scala di pietra posata a secco, elementi di un camminamento realizzati ad ‘opus incertum’, sentieri ricoperti di semplice ghiaia o anche un sedile di pietra naturale scolpito dalla natura nel corso dei secoli, rendono tangibile l’intervento dell’uomo nel plasmare il proprio ambiente senza per ciò fare violenza alla natura.

L’elemento costruito è il segno più evidente del fatto che il giardino è un ambiente umano, estensione dell’abitare all’esterno.
La trasformazione della natura in giardino non può prescindere dalla presenza, più o meno marcata, dell’opera costruita.

Infine non si può tralasciare l’importanza cruciale della luce.

L’illuminazione del giardino è fondamentale per valorizzarne l’aspetto in ogni ora del giorno.
La luce permette di vivere il giardino anche di notte, dando vita ad esperienze di fruizione suggestive ed emozionanti.

Camminare nel giardino rischiarato da un chiarore che simuli la luce lunare, dai riflessi tenui e indefiniti, è percorrere un luogo trasfigurato rispetto al giorno, un mondo che ci rivela parti di sé che sono tenute ben celate sotto la luce del sole.

L’illuminazione del giardino permette di raddoppiarne la vita, e con essa di moltiplicare le modalità di fruizione dello spazio da noi creato.
Deve trattarsi però di una luce che non isoli il giardino dal suo contesto e in particolare che non spezzi il rapporto fra giardino e volta celeste.
Deve sempre essere possibile ammirare il cielo stellato sedendo di notte in giardino, in un’esperienza che può essere ulteriormente arricchita dal contributo olfattivo di piante come il gelsomino o il caprifoglio.
Tutti i sensi sono amplificati di notte.
Senza la distrazione dell’ambiente circostante tutto il giardino sembrerà ancora più vivo e presente intorno a noi.

La luce permette altresì di evitare quello ‘sprofondare nelle tenebre’ che disumanizza il giardino e lo restituisce alla natura incognita e selvaggia, al nero dello spazio impenetrabile.
La luce evita l’inquietante sensazione di essere osservati da ‘qualcosa’ nascosto nelle tenebre, riflesso ancestrale dei timori vissuti dall’umanità quando la natura era ancora presenza ostile e minacciosa.

L’illuminazione del giardino ci permette ancora di inserire nell’ambiente naturale altri segni del progetto dell’uomo.
Ad esempio, elementi fondamentali per la definizione della struttura visiva del nostro giardino sono le lampade da esterni.
Quando vogliamo che la luce sia presente non solo nella sua funzione strumentale, ma anche come complemento d’arredo, si può fare ricorso a corpi illluminanti di design, che contribuiscono a creare il tipo di ambiente e l’atmosfera da noi voluti.

Gli elementi fondamentali del giardino sono quindi le piante, l’acqua, la pietra e la luce.
La riproposizione attualizzata di questi elementi da sempre considerati come costitutivi della natura, rende possibile la creazione di grandi giardini contemporanei.