Intervista a Filippo Pizzoni

Intervista a Filippo Pizzoni.

Simone Palmieri
Oggi sono di nuovo con Filippo Pizzoni architetto, storico del giardino, in uno dei giardini che tu Filippo curi, di cui prendi cura, tramite l’Associazione Orticola. Giusto?

Filippo Pizzoni
Sì, tramite l’Associazione “Orticola di Lombardia”.

Simone Palmieri
E’ un giardino storico di Milano e con te infatti oggi vorrei parlare proprio in veste di storico del giardino.

La storia del giardino o, meglio, l’architettura del paesaggio è stata forse vista sempre come la sorella minore, un po’ povera magari, dell’architettura tout court.

Invece conoscere la nostra eredità, la storia del nostro giardino, che è una storia gloriosa, è sicuramente molto importante.
Perché è importante conoscere la storia del giardino italiano per noi italiani?

Filippo Pizzoni
Conoscere la storia del giardino italiano è importante naturalmente, in primis, per i paesaggisti perché, come dire, conoscere quello che è stato fatto prima, conoscere il grande patrimonio di giardini che il nostro paese ha, credo che sia la base di partenza.

Anche perché il giardino italiano è nato ed è cresciuto e si è evoluto nel corso dei secoli a partire dal Rinascimento, ma anche prima, su quelle che sono le nostre condizioni ambientali, su quella che è la nostra cultura, su quella che è anche la nostra società che è andata cambiando nel corso dei secoli.
Per cui conoscere la storia non può che essere un fondamento per progettare anche il contemporaneo.

Credo anche che conoscere il grande patrimonio di giardini italiani, sia fondamentale per la loro valorizzazione, che può essere un’occasione economica anche molto importante, proprio perché è un pezzo della nostra cultura che possiamo anche vendere all’estero, non solo in Italia.

Simone Palmieri
Visitando i nostri giardini storici, capita molto spesso di imbattersi più in stranieri che in italiani: mentre per gli stranieri andare per giardini è comunque un’attività molto diffusa, noi italiani spesso ci limitiamo alla visita del palazzo, del monumento, ma poi tralasciamo tutta la parte inerente l’architettura del verde, come se non esistesse.

Dal tuo canto, noti un cambiamento di sensibilità?

Pensi che anche noi italiani ci stiamo avvicinando di più alla riscoperta del nostro patrimonio paesaggistico e di giardini?

Filippo Pizzoni
Negli ultimi anni gli italiani si stanno avvicinando sempre di più alla cultura del giardino, alla cultura del giardino storico.
Si recano molto più frequentemente a visitare giardini storici, però la cosa che mi preme anche dire è che ci sono anche molti giardini moderni, molti giardini contemporanei che possono essere visitati.

Questo è estremamente importante.

Gli stranieri tendenzialmente sono più abituati a conoscere l’aspetto importante che hanno i giardini italiani nel patrimonio culturale italiano perché, quando vengono a visitare l’Italia visitano, come dire, un complesso artistico fatto di palazzi, fatto di chiese, fatto di ville e dei loro giardini, siano essi pubblici o privati.
Perché naturalmente sono anche tanti i giardini pubblici non aperti al pubblico, magari di istituzioni o di altri luoghi importanti di proprietà pubblica.

Una cosa però importante secondo me da dire è che, da qualche anno, l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, si occupa di promuovere con un’iniziativa il nostro patrimonio di giardini.

Quindi nel primo weekend di giugno vengono aperti i giardini che normalmente non sono aperti al pubblico, o quelli che sono aperti al pubblico sono invitati organizzare degli eventi particolari per farsi conoscere di più dal pubblico.

Ormai i giardini che si aprono il primo weekend di giugno sono alcune centinaia, e quindi ci auguriamo che siano sempre di più, e comunque gli italiani stanno rispondendo sempre meglio a queste iniziative.

Simone Palmieri
Come dicevo all’inizio siamo qui oggi in un giardino, in un parco pubblico storico di Milano che è curato da “Orticola di Lombardia”; Orticola di cui tu sei coordinatore e, che nel mese di maggio, organizza presso i giardini “Indro Montanelli” una fiera, un’esposizione di piante che è molto molto popolare. Se ce ne vuoi parlare un po’ più approfonditamente, perché potrebbe essere di interesse per il nostro pubblico.

Filippo Pizzoni
La mostra Orticola che si svolge nei giardini pubblici di via Palestro, che da qualche anno sono intitolati a Indro Montanelli, è una mostra che nasce nel 1996, quindi ormai è diventata più che maggiorenne, ed è una mostra che, sin dai primi giorni, espone al pubblico le piante più rare, le piante più particolari, magari quelle antiche, quelle da riscoprire ma anche le piante spontanee, della nostra flora spontanea.

Questo per andare sempre più incontro a un’esigenza che sta crescendo, e quello anche che abbiamo visto in questi più di vent’anni è che il pubblico si interessa sempre di più, cioè il nostro pubblico è aumentato costantemente, sono sempre di più le persone che si avvicinano, moltissimi i giovani, perché anche questa è la cosa interessante: sempre più interessati all’ ambiente, sempre più interessati al mondo naturale che ci circonda e quindi, in primo luogo, alle piante.

Quello che queste mostre, in primis quella di Masino organizzata dal FAI che è stata una delle prime nascere seguita subito dopo da Orticola, hanno potuto fare in questi lunghi anni è stato proprio aumentare e la conoscenza del mondo vegetale e la cultura delle piante in Italia perché naturalmente è anche un fatto climatico: le piante che noi possiamo coltivare in Italia sono diverse da quelle che possono essere coltivate nel resto del mondo o in altri climi, e quindi è anche importante conoscere sia la storia ma anche le piante tipiche del nostro paese o quelle che possono crescere nel nostro clima.

Simone Palmieri
Quindi Orticola come anche altre manifestazioni di questo tipo sicuramente può dare un contributo prezioso per avvicinare sempre più persone all’amore del verde. Giusto?

Filippo Pizzoni
Sicuramente.
Devo dire che, vent’anni di queste manifestazioni, hanno cambiato molto l’atteggiamento delle persone nei confronti delle piante: molti si sono avvicinati, quindi curano il loro piccolo giardino, il loro grande giardino a seconda di quello che hanno con molta più attenzione, perché sanno che c’è molta più scelta e sanno che c’è molto più sapere, molta più cultura.

Quindi noi abbiamo visto, in questi venti e passa anni, letteralmente aumentare sempre di più il pubblico di persone che si interessano e che si avvicinano, quindi non solo gli appassionati di sempre, ma anche tante persone nuove che si avvicinano a questo tema.

Simone Palmieri
Quindi c’è da ben sperare anche per vedere i nostri grandi giardini sempre più frequentati da italiani.

Filippo Pizzoni
Assolutamente. Sì, assolutamente.

Simone Palmieri
Grazie Filippo per il tuo contributo e a presto.

Filippo Pizzoni
Grazie a te, grazie.