Le radici

Come è costituito l’apparato radicale di una pianta? ne parleremo in questo video

La parte più importante dell’organismo di ogni pianta non è immediatamente visibile e per questo viene molto spesso ignorata: si tratta delle radici.

La scarsa conoscenza di come è costituito l’apparato radicale, e delle funzioni che esso svolge, è alla base della gran parte degli errori che si commettono nella gestione delle piante e soprattutto degli alberi.

L’apparato radicale è composto da due tipi di radici: le radici di ancoraggio e quelle di assorbimento.

Le radici di ancoraggio si dipartono dalla base del tronco in maniera speculare alle branche da cui si origina la chioma dell’albero.

Queste radici sono lignificate come i rami, e svolgono la funzione di ancorare fisicamente la pianta al terreno.

E’ quindi fondamentale non danneggiarle, eseguendo scavi a ridosso della pianta e, ancora più importante, bisogna assicurare loro abbastanza terreno per far sì che possano approfondirsi ed allargarsi a sufficienza.

Alla base di molte delle cadute di alberi in città, c’è proprio uno spazio insufficiente per l’approfondimento delle radici di ancoraggio.

Le radici assorbenti svolgono invece la funzione di fornire alla pianta l’acqua e gli elementi minerali necessari al suo metabolismo, prelevandoli dal terreno.

Molto sottili, esse costituiscono una fittissima rete, che occupa un’ampia parte del terreno in prossimità della pianta, e all’estremità sono ricoperte ognuna da miliardi di minuscoli peli radicali.

Le radici assorbenti hanno la capacità di registrare molti dati del terreno come, ad esempio, il grado di umidità, la concentrazione di elementi chimici, l’acidità del suolo ed altri ancora.

Sono quindi capaci di dirigersi laddove il terreno possa offrire acqua e sostanze nutritive, fino ad estendersi ben oltre la proiezione della chioma.

E’ interessante notare come studi recenti abbiano chiarito che l’apparato radicale agisce all’unisono, agendo al pari di un sistema di intelligenza diffusa.
Ogni radice assorbente, analogamente a ciò che avviene in gruppi animali come le colonie di formiche o di api,
riesce a comunicare con le altre, e a coordinare un’azione complessa come l’esplorazione dello spazio nel sottosuolo.

Quindi, le radici si estendono per un’area anche due, tre volte superiore alla proiezione della chioma e, al contrario di ciò che si può pensare, sono distribuite principalmente nei primi centimetri di terreno sotto la superficie.

Infatti, le radici assorbenti sono vive, e come ogni parte viva della pianta hanno bisogno di aria per respirare.

In terreni molto permeabili, come quelli sabbiosi, tenderanno ad approfondirsi maggiormente che in terreni più pesanti come quelli argillosi.

In ogni caso però, anche per grandi alberi la maggior parte delle radici assorbenti sarà concentrata in uno strato di circa 50 cm di profondità.

Dunque è chiaro che andare ad impermeabilizzare il suolo renderà difficilmente disponibili l’acqua e l’aria di cui ha bisogno l’apparato radicale, così come interventi violenti compiuti sul terreno danneggeranno le radici assorbenti presenti subito sotto la superficie.

L’apparato radicale delle piante è un sistema complesso ancora da comprendere a fondo.

Quando ci troviamo di fronte ad un grande albero non dimentichiamo che gran parte del suo organismo si espande e vive sottoterra.

Soltanto così potremo rispettarlo e prenderci cura di esso.