L’orto – prima parte

L’orto riveste da sempre un ruolo importante nel giardino.
In realtà può essere considerato l’elemento germinale del giardino stesso.
In ogni civiltà, dall’antico Egitto alla Persia, dalla Roma repubblicana al medioevo, ciò che diverrà poi il giardino nasce sempre da uno spazio produttivo protetto è curato.
La parola “hortus” sta a significare uno spazio cintato, racchiuso e riparato dall’ambiente esterno.
Un luogo intimo, uno spazio produttivo caratterizzato dalla presenza di alberi da frutto ed ortaggi.
Un luogo in cui l’elemento vitale dell’acqua riveste un ruolo fondamentale e che rappresenta un pezzo di natura addomesticato ed umanizzato, fino ad assumere il significato di un piccolo Eden.
Col progredire dello sviluppo sociale, da quello che era un luogo destinato alla produzione di cibo, scaturisce il giardino in quanto spazio senza finalità pratiche.
L’orto ormai giardino è il luogo in cui trascorrere il proprio tempo a contatto con una natura amica passeggiando, conversando, leggendo, trovando ristoro dalle fatiche del vivere quotidiano.
Quindi, gli elementi originari dell’orto sono l’intimità, la presenza dell’acqua, il senso di protezione e serenità che vi si respirano.
E’ da questi elementi che bisogna partire per dare all’orto una collocazione significativa anche nel giardino contemporaneo.
Se possibile, nei miei progetti inserisco sempre un piccolo orto con caratteristiche ben precise.
Prima di tutto, pongo l’orto in un’area luminosa ma defilata, in modo che sia nascosto alla vista non per ragioni estetiche ma per renderlo oggetto di scoperta e angolo di pace all’interno dello stesso giardino.
Quando si è al suo interno, bisogna sentirsi altrove in un microcosmo in cui il nostro animo possa accordarsi al respiro e al ritmo lento della natura.
Il suo aspetto sarà scevro da elementi puramente decorativi e la sua bellezza risiederà nella semplicità dell’impianto e dei materiali usati.
Questo scrigno intimo e segreto deve poi essere luogo di condivisione e vicinanza con i nostri cari.
Effettuare piccoli lavori nell’orto, soprattutto con i bambini, vedendo crescere i frutti della cura che riversiamo su di esso, crea legami profondi e duraturi.
Si stabilisce un radicamento con l’ambiente, visto come entità degna del massimo rispetto e della nostra dedizione.
C’è poi l’aspetto fondamentale della produzione di cibo fatta in modo naturale senza usare fitofarmaci.
Ortaggi finalmente saporiti raccolti e poi mangiati direttamente sulla nostra tavola, riscoprendo il gusto vero dei prodotti di stagione.
Ecco quindi che l’orto, inserendosi nel solco di una tradizione millenaria, non dovrebbe mai mancare nel nostro giardino.
Avremo così uno spazio raccolto e sereno, uno spazio di lavoro, di condivisione e di produzione di cibo sano che ci permetta di riscoprire le nostre radici più profonde.